Francigena - Società multiservizi della Città di Viterbo

Rassegna Stampa

2 luglio 2011, TGR RAI: "momenti di gloria" per la Societa' Francigena

24 novembre 2009, TG RAI: presentazione del sito Francigena

4 agosto 2010, TG RAI: bus Francigena multato a Milano perche' in corsia riservata agli … autobus!

Francigena: un nome, un destino

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Presso popoli antichi si credeva nella valenza evocativa della parola e si riteneva che il nome non fosse un puro suono, ma quasi l'anima di chi lo portava.
«Nomen omen» (al plurale «nomina sunt omina») è la locuzione latina che, letteralmente, significa “il nome è un presagio”: deriva dalla credenza dei Romani che nel nome fosse indicato il destino. E' anche nota come «nomina sunt consequentia rerum» (Giustiniano, Institutiones, l. II, 7, 3) e qui si riferisce ai nomi delle cose del mondo. Fra le «cose del mondo», anche la Società “Francigena” sembra non sfuggire al destino ch'è nel suo nome (o, tecnicamente, nella sua «ragione sociale»). Per dimostrare che pure per l'Azienda Francigena «nomina sunt consequentia rerum», si rifletta un momento sui "percorsi", sulle "soste", sui "confini" e su quant'altro viene raccontato brevemente qui di seguito ...

I percorsi.

Nella cartina si vedono alcuni dei percorsi che i viaggiatori medievali erano soliti seguire per spostarsi all’interno del vecchio continente.
via francigena
La denominazione «via Francigena» tra il XII ed il XIII secolo venne utilizzata per designare diverse alternative, sia nel percorso «italiano» che nelle ramificazioni d’oltralpe.

 






La Società Francigena copre fin dall’inizio numerosi percorsi con le sue linee autobus T.P.L. cittadine, cui si aggiungono quelle dei servizi Scuolabus, raggiungendo le diverse frazioni del Comune di Viterbo.

Le soste.

Nel primo caso, la via Francisca seguiva nei territori dell’attuale centro-nord d’Italia una selva più o meno intricata e variabile di percorsi fra loro alternativi. Il cammino talvolta percorreva un itinerario collinare, tal altra una strada di fondo valle lungo le sponde di un fiume o, ancora, si dirigeva verso un particolare passo montano. Il modificarsi del percorso costituiva la causa della nascita di fiorenti borghi per la sosta dei viaggiatori o, nel contempo, la principale ragione della loro più o meno lenta decadenza od abbandono.

 



Negli anni, la Francigena assume la gestione delle aree di sosta, per sviluppare un polo unitario di «mobilità integrata» sul territorio municipale viterbese.
I confini.

Nel secondo caso, con la via Francigena si finiva per individuare quella che oltre i valichi alpini non era più una via unica ma un sistema ramificato di strade europee che dai più distanti confini conducevano i pellegrini alla “città eterna”; i viandanti, da quest’ultima, potevano poi proseguire a Sud verso i porti pugliesi alla volta della Terra Santa. Da capo «finis terrae», lungo il cammino di Santiago di Compostela, nell’estremo Nord della penisola iberica, all’antico percorso di Sigerico, tutte le strade finivano per raccordarsi al tratto «taliano»della via Francigena.

 


Fin quando le norme lo consentono, la Società Francigena svolge anche il servizio di trasporto turistico fuori dal territorio viterbese, con l’impiego di autobus GranTurismo.
La cura dei bisognosi.

Lungo le vie europee che collegavano i luoghi santi della cristianità (Santiago di Compostela, Roma, Gerusalemme, etc.) e che avevano come nodi di passaggio le principali città del tempo (Londra, Parigi, Lubecca, Saragozza, Barcellona, Tolosa, Torino, Venezia, Firenze, Siena, Viterbo, etc.) si muoveva un'umanità varia e tuttavia perfettamente riconoscibile nelle motivazioni che ne conducevano i passi.
In numerose città attraversate dalla Francigena nascono gli antichi Spedali, luoghi di cura e assistenza farmacologica, benché ancora «primitiva», ai viandanti.

 





La Francigena svolge la gestione delle Farmacie comunali di La Quercia e Santa Barbara nonché il servizio di trasporto «di linea» per le persone diversamente abili e a mobilita' ridotta.

Il recupero delle energie e il tepore dell’accoglienza.

Lungo il cammino, in numerose istituzioni pubbliche o religiose, come ad esempio nei cosiddetti «ospizi», il viaggiatore poteva trovare di che scaldarsi a fronte delle avversità climatiche e di che reintegrare l’energia per andare ancora avanti.

 




Nel 2010, si avviano i «servizi energetico-tecnologici» alla cittadinanza
(riscaldamento strutture pubbliche e manutenzione impianti energetici).
L’Europa e …

La rappresentazione delle strade del pellegrinaggio europeo in età medievale mostra chiaramente come quelle vie costituissero già a quel tempo una fitta rete di collegamento tra diverse realtà economiche, sociali e politiche del continente nonché uno strumento di diffusione di cultura e di conoscenze tecnico-amministrative. Lungo tali cammini viaggiarono peraltro gli impulsi della vita commerciale e grazie a essi si innescarono una serie di «contaminazioni» che permisero di giungere secoli dopo all’età del Rinascimento europeo. Gli spostamenti lungo le vie della Francigena seguivano, peraltro, lo svolgimento sistematico delle fiere mercantili nella regione dello Champagne, nelle Fiandre o in altre piazze europee.
In definitiva, l’esistenza della via Francigena ha permesso la diffusione nel contesto europeo e nel corso di oltre tre secoli di una serie di influenze culturali che hanno investito le più disparate espressioni dell’umano operare. Essa è divenuta strumento di unità nella molteplicità culturale che da sempre caratterizza i popoli del «vecchio» Continente.

 













La Francigena si candida a struttura efficiente ed efficace per il supporto e lo sviluppo della viabilità integrata tra la mobilità del futuro prossimo e la storia antica della Città di Viterbo.

(testo a cura del Prof. Pierre Di Toro – Presidente Francigena S.r.l.)

   
 
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